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Fammi una fotografia seducente
che sveli il balenio della mia tristezza.
Una fotografia
che fermi il sorriso
all'angolo della rivelazione.

Fammi una fotografia
dallo specchio,mentre mi lavo
e una quando mi avviluppo in me stessa
per diventare il mio scialle
e ancora una quando bacio le mie mani
per perdonarmi.

Fammi una fotografia
mentre strappo le altre.

Amel Moussa, poetessa tunisina

Domina la scena La ragazza dall'orecchino di perla. La prima volta che la vidi, rimasi folgorata dal suo sguardo dolcissimo. Sarà a Bologna dal due di febbraio fino a maggio.
Insieme alla Gioconda, è archetipo femminile ed icona pop, guarda tutti e sta con tutti.
Ma c'è un altro volto, magnifico, che si ritrae all'uso e abuso, ed è L'Annunciata di Antonello da Messina.
La donna ritratta ignora chi ha di fronte: il suo sguardo è volto di lato. Guarda una sola persona, a lei destinata, Ludovico il Moro. Noi siamo esclusi, lei discorre solo con lui.

Domenico Gnoli è un artista che mi piace perchè in un certo senso è feticista, come me. Il mistero si trova negli oggetti e nel dipingerne solo i particolari. Frammenti di realtà ingranditi. Riduce il mondo e lo amplifica. Come Gulliver quando incontra un contadino più alto di un campanile e Swift constata : " i filosofi hanno ragione di affermare che ogni cosa è grande o piccola solo in rapporto a qualcos'altro".

Fra Sette e Ottocento molti furono i pittori che celebrarono sulle loro tele il piacere del dolce far niente. Era un fatto di vera e propria arte e un raffinato momento di espressione culturale, di passatempi rilassanti e di stimoli intellettuali.
Mettiamola così, oggi, 2014, l'inerzia si è espressa al meglio... chiedo venia, non ho neppure preparato un caffè, o un tè, persino un bicchiere d'acqua all'ospite... totalmente calata nell'atmosfera dell'Arte Dolce Far Niente.

Nei dipinti di Caspar David Friedrich gli esseri umani appaiono raramente e solo di spalle. Mi ha sempre catturato questa "anomalia". Guardano la Natura e ci inducono a guardarla. I suoi sono paesaggi spirituali che l'uomo vede dentro di sé. Le sue emozioni sono le nebbie, le aurore, i crepuscoli, i cieli brumosi. Il suo temperamento solitario e malinconico ci guida, non col suo sguardo, che ci è negato, ma con lo sguardo della natura.
Il mare di ghiaccio è una immagine romantica della Natura, immensa, meravigliosa e spaventosa, indifferente verso l'Uomo. La distesa di ghiaccio di Friedrich è visione della distruzione del mondo. E' il culto romantico del paesaggio. Affascinante e inquietante nello stesso tempo.

Ho letto delle curiosità, e mi sono divertita ed erudita. Siamo a metà del Cinquecento, in Toscana, Sante da vestire...
Questo è un manichino preparatorio per una Madonna. Le braccia sono snodabili e presenta un dato per il costume: le calze autoreggenti, le trecce elegantemente legate dietro la nuca e un tocco di fard rosato. Sono statuette che si realizzavano nella bottega di Nero Alberti: figure nude, dall'elegante silhouette, con unico vestiario dipinto: le calze e le pantofole in cuoio dorato. Erano destinate ad essere vestite con abiti sontuosi e di stoffe pregiate. L'astrazione di queste statuette lignee sembra anticipare Balthus, o animare metafisicamente le Piazze di De Chirico.
Da bambina avrei fatto carte false per possederne una. Be', anche adesso.

Nonostante la triste fine Eloisa non si pentirà mai: "Il piacere che ho conosciuto è stato così forte che non posso odiarlo".

Abelardo ed Eloisa, illustrazione acquarellata di Eleanor Brickdale tratta dal Golden Book of famous women, 1918.
Oggi l'ho sfogliato e letto qualche pagina. E' un gioiello.

Nella storia si è sempre cercato di pilotare la lettura femminile solo per fini educativi e "virtuosi". Per fortuna la curiosità femminile non si lascia influenzare da nessuno. E nel Settecento sorge la figura della donna animatrice culturale.
Margherita, bella, colta, elegante, collezionista, appassionata d'arte, svela con espressione soddisfatta la sua collezione di farfalle.

 

2014
Desiderio, desiderium. De è moto da luogo, dall'alto verso il basso. De e poi sidera (o sidus sideris? boh...). Stella.
Desiderio è il dolore che segna la nostra lontananza dalle stelle. E' il dolore della distanza e dell'assenza: mi mancano le stelle e non sarò felice fino a che non le avrò raggiunte. Allora servono curiosità e coraggio perchè le stelle sono i desideri. Ma se non abbiamo un cielo sopra di noi restiamo fermi, perché l'unico viaggio degno dell'uomo tende verso l'alto. E in alto ci sono le stelle.

E' possibile vedere nell'oro, nell'incenso e nella mirra altri richiami simbolici. L'oro designa la sapienza, come attesta Salomone. Con l'incenso, che viene bruciato in onore di Dio, si esprime la virtù dell'orazione. Con la mirra è simboleggiata la mortificazione della nostra carme. (quindi la morte)

Gregorio Magno, Omelie sui Vangeli.