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La rosa,
l’immarcescibile rosa che non canto,
quella che è peso e fragranza,
quella del buio giardino a notte alta,
quella d’ogni giardino e d’ogni sera,
la rosa che per arte d’alchimia
nasce di nuovo dalla tenue cenere,

Vivendo, volando, che male ti fo ?
Che male possono farti la mia vita e il mio volo?
Con tono mesto la farfalla rivendica il diritto alla vita e alla libertà...

La vispa Teresa
avéa tra l'erbetta
a volo sorpresa
gentil farfalletta,e tutta giuliva
stringendola viva
gridava a distesa:
"L'ho presa, l'ho presa!"

Tre meravigliosi dipinti.
Il primo Sinfonia in bianco, dipinto nel 1862. Il secondo nel 1864 e il terzo nel 1865.
Lei è la musa che ogni artista doveva avere, irlandese, dai capelli rossi. Fu amante anche di Courbet. E ossessione di Fantin-Latour anni dopo.
Mi piacciono i titoli dei suoi quadri come sinfonie, notturni, arrangiamenti...
E' da considerarsi realista? Forse no, perchè il vero per lui sta solo nel bello. E nelle modelle che dipinge.

Tornando al Giallo.
Insistendo forse riappare il giallo, ma va bene anche l'arancione, del sole...

Il colore giallo non è mai stato amato, soprattutto in Occidente. Per conoscere questo disamore bisogna risalire al Medioevo. I personaggi spregevoli sono spesso rappresentati con indumenti gialli. Giuda è vestito di giallo. I cavalieri felloni sono vestiti di giallo. I testi dell'epoca lo dicono chiaro: il giallo è il colore dei traditori. Eppure la cattiva fama non ci è chiaro da dove derivi. Nei manuali di ricette per fabbricare i colori, il capitolo dedicato al giallo è il più breve ed è sempre relegato a fine libro.

Quello che c'è in me è soprattutto stanchezza
non di questo o di quello
e neppure di tutto o di niente:
stanchezza semplicemente, in sé,
stanchezza.
La sottigliezza delle sensazioni inutili,
le violente passioni per nulla,
gli amori intensi per ciò che si suppone in qualcuno,
tutte queste cose -

Il nero è una tinta fatta di sfumature: c'è il nero antico, misto al rosso; il nero dai riflessi blu, pieno di freschezza; il nero opaco, come spento da un miscuglio di bianco; il nero brillante, al quale si aggiunge la colla di riso per dargli splendore; il nero di piena luce dove scintillano tracce di grigio, e il nero d'ombra, nero nel nero.

L'eleganza è l'equilibrio fra proporzioni, emozioni e sorpresa. Noi la vediamo, mentre lei sembra discorrere con un altro. Ha un pensiero troppo intenso per lasciarlo fluire, lo ferma col gesto della mano, elegantissimo. L'Angelo dell'Annunciazione non c'è, quell'Angelo è dentro lei stessa. Non c'è parola, non c'è apparizione. Il velo chiuso dalla mano, eleganza discreta e proporzionata.Il volto è bellissimo, la pelle trasparente. Sorprende la sua modernità, perchè cela ma non nasconde il mistero che è in lei.
Questa è vera Eleganza e Grazia.

Infanzia, età matura, vecchiaia. Nella storia dell'Arte hanno una lunga tradizione iconografica. E la morte, o i suoi attributi, compaiano spesso. Vita e morte vengono associate alla natura femminile. Così come il tempo che passa.
La donna bella e sensuale, dai capelli lunghissimi, si guarda allo specchio, simbolo della vanità e dell'effimero. Il Tempo è inarrestabile. La donna più anziana cerca di allontanare la Morte. I segni della vecchiaia: i seni flosci, il colorito della pelle spento, un processo di degrado a cui non ci si può sottrarre. La Morte sorregge una clessidra, a sottolineare l'inesorabile passare del tempo. Un bimbo evoca la giovinezza, evocata dal velo che non gli permette ancora di affrontare le questioni adulte.
E' un dipinto del 1510, niente a che vedere con il passare del Tempo figurato da, per esempio, il Cavalier perugino ( Valerio Crugnola) dove i ritmi disegnativi diventano più vibranti, soprattutto nei panneggi dal sapore caravaggesco, e dalle figure che sembrano tradurre in pittura la vitalità di Bernini.

Questo dipinto è insolito non solo per la complessità delle allegorie, ma anche per la meticolosa raffigurazione di dettagli. E' rappresentata una camera con una gran quantità di oggetti fiabeschi, conosciuta anche come camera delle meraviglie. Tutti gli oggetti sono raccolti per catturare lo sguardo, per migliorare l'atto del guardare o per dare piacere agli occhi.
Brughel dipinge con dovizia di particolari le delizie del vedere... porcellane, pappagalli, conchiglie, quadri, righelli, compassi, sculture... insomma, glorifica l'arte, e pubblicizza la sua e quella dell'amico, dipingendo i loro quadri nel quadro. Davvero astuto.

Da una distratta senza speranza, a tutti quelli che, con mia invidia, sono osservatori meticolosi e attenti

Mi stavo chiedendo, se tornasse S.Francesco a bussare alle nostre porte? Probabilmente non lo riconosceremmo, e se lo riconoscessimo, faremmo finta di niente e credo non gli apriremmo. Confliggerebbero due morali: la morale francescana, scandalosamente basata sulla povertà, e il nostro stile di vita.
La verità di S.Francesco è leggenda nella nostra società. Per la ragione che noi viviamo nel modo più confortevole possibile e facciamo della religione un "luogo di pacificazione, di soddisfazione, di indiretta addormentazione". Il nostro stile di vita è proprioincompatibile con la morale francescana fondata sul non possedere...

Avevo passione per il disegno, più della pittura. Questo fino a che non iniziai a frequentare l'università. In seguito persi la passione per il disegno, e mi innamorai della pittura. Pensavo, leggendo una biografia del grande Hokusai.