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La sua tecnica è raffinata e il disegno meticoloso. Le sue donne sono di una bellezza assorta. La nostalgia per l'antico e per un mondo ormai perduto è struggente. Anch'io di tanto in tanto provo profonda, ma dolce, nostalgia.

Lawerence Alma Tadema

La tovaglia tagliata da una ragazzina, Rebecca nipotina di Valerio, mi ha portato ad una riflessione.
Cosa ci vorrà mai a fare un taglio in una tela? Ci vuole grande precisione e un talento non comuni. Per questo i Fontana falsi sono subito riconoscibili: risultano più sfregi che ferite. Queste ferite F. le curava con amore, mettendoci la garza dietro, come a curare una ferita affinchè non si slabbri. Certo è che, con questa idea, dette un taglio netto col passato. Qualcuno gli avrà detto "dacci un taglio" e lui l'ha fatto. Questo suo taglio e l'urinatoio di Marcel Duchamp, sono stati i gesti artistici più radicali della storia dell'arte. Non me ne vengono in mente di eguali.
Lucio si presentava come un bell'uomo, argentino, galante, con i baffetti, acquario (come me) mani da chirurgo, e visto come trattava le tele-pazienti, meno male che ha optato di fare l'artista! Le sue opere valgono un sacco di soldi, sono guardate a vista per impedire atti vandalici. Ma l'unico atto vandalico di cui potrebbe essere bersaglio, che mi viene in mente, sarebbe quello di prendere ago e filo e rammendare quei tagli...
A proposito, è morto nei pressi di Varese.

Oggi, tra una pausa e l'altra (non ho la connessione internet in studio), ho riletto delle lettere. Non lettere qualsiasi, ma lettere appassionate. Lei ha scelto di dipingere il ritratto della persona amata, non con i colori, ma con le parole.

Raffaello... l'eleganza, la dolcezza, l'equilibrio, la delicatezza, la proporzione, l'appassionata ricerca introspettiva negli sguardi e la ricerca dettagliata di matrice fiamminga di abiti e acessori, di madonne e Madonne.

Raffaello Sanzio, Margherita Luti, sua amante

Da Antonello da Messina al Beato Angelico. Sempre esercizi riflessivi, di pittura, sul Male.

Il Male è sempre espressione di dolore. Quello espresso dal Ritratto di uomo postato ieri), è male e basta, Homo homini lupus (insomma come ebbi a scrivere, Berlusconi). Il Male in senso generale è dolore perchè spezza quell'equilibrio di assenza di dolore nella nostra vita quotidiana. Si cerca di combatterlo, vincerlo, esorcizzarlo e dove possibile, sconfiggerlo. Beato Angelico, mi stupisce, perchè lui è un pittore insospettabile, sempre molto composto e tranquillo nei suoi dipinti. L'emozionante rappresentazione a tempera su tavola, Cristo coronato di spine, è testimonianza dell'uomo e di tutti i suoi dolori. Un incredibile Cristo, maschera sanguinante, violenta metafora del dolore. Penso al pacifico B.A., guardo il suo Cristo e lo stupore mi catalizza... ecce homo.

Non mi piace pensare, commentare, leggere su Berlusconi, ne ho la nausea. Ma oggi va così... per assonanza, diciamo pittorica.
Si può far partire la rappresentazione del Male nell'uomo agli inizi del Quattrocento. In quel secolo finalmente la rappresentazione della malvagità si svincola dalla religione. Irrompe l'uomo con le sue debolezze psicologiche. Individuo , a proposito, il ritratto del grande Antonello da Messina, Ritratto d'uomo. Nello sguardo si leggono la furbizia, l'inganno, la frode, il demoniaco, l'inclinazione al Male. Un modello decisamente negativo. Il Male trasportato nella vita quotidiana...

Quando scrivo, sento in me qualcosa di esclusivo; allora dal mare di sensazioni grigie e scolorite, che mi cingono d'assedio, emerge un'isola piena di colori e sole. Così quando dipingo... trasmettere uno sguardo interiore di ostinazione e di gioia.

Hieronymus Bosh, particolare dell'Inferno. Di sicuro, di sicuro dopo averlo osservato con grande attenzione al Prado, non vorrei subire nessuno dei suplizi dipinti. Quindi forse forse, sceglierei il vento di Paolo e Francesca.

E' un documento eccezionale, ci mostra come Monet per calarsi nella natura trasformi una piccola barca in uno studio galleggiante che possa muoversi sulle acque placide di un corso d'acqua, per entrare ancora più profondamente nel cuore della natura, coglierne ogni palpito, diventare parte di essa. La pennellata rincorre e gioca con l'istante, un segno quasi spadaccino che fende la tela. Un documento sorprendente che in quella natura tanto amata dal pittore ci fa entrare, potendone cogliere i bisbigli, i movimenti, l'incanto. Ecco, in un simile contesto potrei convertirmi e mettermi a dipingere paesaggi...

Quando visitai la Alte Pinakotek di Monaco rimasi mezz'ora incantata davanti a questo sfarzoso dipinto. Ha i toni galanti e superficiali della vita di corte nel '700. Nel ritratto di Madame Pompadour di Francis Boucher, si impone la raffinatezza dell'esecuzione e la preziosità dei colori. L'amante di Luigi XV così sfarzosa nel suo abito, ci racconta del suo gusto, del suo amore per la letteratura e il potere (l'anello col sigillo, la ceralacca e la lettera). Era una donna assai intelligente e colta.
Vi assicuro che le rose del suo sontuoso abito paiono vere, in realtà sono in seta... non si resiste a questa estasi estetica.

Devota a Leonardo da Vinci.
A lui si deve una ritrattistica della donna non più subalterna all'uomo, ma alla pari e persino competitiva. Fino ad allora la donna era una presenza legata all'umiltà, alla sofferenza e votata al sacrificio. Con Leonardo avviene il grande cambiamento: la donna diventa fiera e sicura di sè, non è solo bella, ma soprattutto intelligente. La Dama con L'ermellino ne è un esempio: lo sguardo è fiero, l'espressione sicura, e l'ermellino è simbolo non di purezza, come erroneamente si crede, ma di selvaticità "domata" dalla donna. Grazie Leonardo.

Amo i ritratti. Soddisfano il mio bisogno di curiosità. Per istinto sono portata ad osservare i volti e le espressioni delle persone, attraverso di essi indago e cerco di scoprire il carattere e le emozioni che vi albergano e che, soprattutto, celano.
Ho da poco scoperto questo pittore americano, mi ricorda Rembrandt... trovo sappia arrivare sapientemente al cuore dei suoi modelli.
Si chiama Ron Hicks