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Cara Elena, le streghe che mi hai postato non sono di Goya, ma di un pittore sì spagnolo, Louis Ricardo Falero, che io conosco pochissimo.

Pur non amando Goya, riconosco che fu un grande pittore e stampatore.
Era attratto dalle superstizioni popolari, anche se dalle sue lettere emerge essere incredulo sull'esistenza di demoni e fantasmi, e quindi delle streghe.
Pubblico un quadro che sembra incarnare l'esitazione fra il fascino delle potenze magiche e il disprezzo di tali superstizioni.
Le figure personificano tutti i miti popolari delle streghe: la strega calva e sdentata che reca un cesto di bambini neonati per i sacrifici a Satana, una strega regge una candela fatta forse di grasso umano, che emana una luca lugubre sul libro di incantesimi, accanto una con cappuccio e due corna su cui si posano i pippistrelli, all'estrema sinistra una vecchia gobba fa un gesto con la mano alzata, forse sta pronunciando una formula magica o un incantesimo, quella vestita di giallo, incartapecorita, cerca di afferrare l'uomo terrorizzato.
Il tutto ambientato in un paesaggio irreale e tetro, ovviamente sul far della notte.
Il dipinto segue i gusti della letteratura popolare di fine Settecento, la quale affermava che le forze delle tenebre sono all'opera nel mondo.

Fa pensare... forse quel giovane intimorito ed indifeso, in camicia da notte, incarna bene l'uomo moderno in un mondo malefico.

Elena Iaskevich, un abbraccio.


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